Aug. 5th, 2011

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Profanando il sacro verbo di Tonino Guerra, direi che per me viaggiare è il profumo della vita. Muovermi, spostarmi, percorrere, vagabondare. Sono attività vitali e rigeneranti, e chiunque in passato si sia trovato a condividere un'esperienza del genere in mia compagnia sa bene cosa voglio intendere.

Diciamo che in linea di massima non sono una persona riposante e tanto meno lo posso essere in viaggio.
I villaggi turistici, le carovane di visitatori, e i greggi al seguito di una guida-pastore, armata d'ombrellino di segnalazione d'ordinanza, non sono per me. Questo essenzialmente perchè non credo nella vacanza relax dove si è preda dell'animatore/vessatore di turno, e perchè ritengo che la parte migliore del viaggio non sia la meta, ma, appunto, il tragitto.

Quello che vado a visitare è sì importante, è l'input che mi sprona a preparare la valigia e partire, ma state pur certi che di un viaggio ricorderò i dettagli, i particolari che magari agli occhi di alcuni parranno insignificanti. Le coincidenze prese per un pelo, i tassisti asiatici in Europa che si perdono nel traffico, le chiacchiere scambiate con il compagno di scompartimento in vena di confidenze, le donne velate che fanno la spesa al mercato, le ciocche di capelli rinvenute all'interno delle portate (truestory). Questo perchè vivo le difficoltà incontrate e i piccoli usi del posto come un qualcosa di esotico, pittoresco, divertente, come un'occasione per imparare cose nuove e stimolanti, come un qualcosa che mi fa sentire viva.

State pur certi che se vi perderete con me nel bel mezzo del nulla, non mi metterò a frignare in preda al panico, ma riderò talmente forte da farmi venire le lacrime agli occhi. Non so se sia qualcosa di malato (probabilmente), o se sia semplicemente l'animo italico del "dai-tanto-in-qualche-modo-ce-la-caviamo-sempre" che ha il sopravvento. La cosa certa è che ho sempre condiviso la teoria del "viaggio-metafora di vita", il gusto di perdersi, il fare deviazioni, il decidere al momento un cambio di rotta. Il lasciare a casa le proprie convinzioni e pregiudizi ed essere aperti al Nuovo.
A voi, viaggiatori e non turisti che la pensate come me, vi sento vicini nell'animo, e vi dedico questa canzone.


 Lyrics:

Il viaggio non è l'emozione di attimi pericolosi
il viaggio è la gioia del tempo
pericolo è stare rinchiusi

Direzione casuale, non prevede sosta
chi viaggia detesta l'estate
l'estate appartiene al turista

Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento
lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento.


Mischiare presente e ricordi, le strade possibili fatte
fu forse salsedine o neve
fu forse ponente o levante

L'amore lasciato sospeso, qualcuno ne approfitterò
ma questo riguarda il ritorno
remota possibilità

Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento
lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento.

Se impari la strada a memoria di certo non trovi granchè
se invece smarrisci la rotta
il mondo è lì tutto per te

Paese significa storia e storia significa lingua
impara la tua direzione
da gente che non ti somiglia

Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento
lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento.

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