Che poi uno si chiede cosa cozzino gli italiani con gli inglesi, no? Nulla si direbbe.
Difatti se noi, sparuti casi umani peninsulari additati come alternativi, pensiamo all' Angleterre, e a Londra nello specifico, che associazione logica facciamo? A) Londra-città cosmopolita; B) Londra-regno dell'esaltazione dell'individualità e dell'espressione del singolo (girato per Camden,sì?).
E poi vaghiamo qui, tra le genti italiche, e vediamo il provincialotto medio che preferisce rinunciare alla creatività, insita nel suo DNA, per seguire la moda, il trend, la massa, il "gusto comune" (per carità in genere è un signor gusto, ma è assolutamente preconfezionato e pronto all'uso). In perenne affanno perchè vuole essere pecora abbastanza da essere formalmente legittimato ad appartenere ad un greg..ehm gruppo che gli dia la protezione che ritiene necessaria per un'esistenza tranquilla (Urgh, sto psicanalizzando?)
Ma poi cosa succede?C'è quella zona franca, quella terra di mezzo in cui le due "culture", apparentemente così distanti, si incontrano. E' lì che l'oggetto di gusto classico, nel nostro caso l'auto di tutti gli italiani, si incontra con il bisogno di...distinguersi. Ed è proprio lì che nasce...la Cinquecento leopardata.
(Adesso non so se sono io che vivo in un paesello tipo medioevo, ma se dalle mie parti uno girasse con questa macchina, verrebbe multato per oltraggio al comune senso del pudore).
[Scattata nell'aprile del 2008 a Notting Hill. Figata.]
